L’Ospedale San Camillo di Roma – di fronte al fatto che il 75% dei ginecologi sono “obiettori di coscienza” ed è difficile trovarne disposti a praticare gli aborti terapeutici – decide di assumere due ginecologi non obiettori, con un concorso finalizzato proprio al servizio di interruzione volontaria di gravidanza (ivg). E’ questo un modo per attuare al meglio la legge 194, ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, ma la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, cerca di impedirlo, facendosi forte del sostegno della Conferenza episcopale italiana.
“Il ministero della Salute – aggiunge don Arice, commentando con l’ANSA la decisione assunta al San Camillo di Roma – ha fatto recentemente un’indagine appurando che il numero di medici non obiettori risulta sufficiente per coprire ampiamente la domanda” di interruzioni volontarie di gravidanza. “Tutto questo – commenta il direttore dell’ufficio della Pastorale sanitaria della Cei – fa molto dubitare sulla bontà di questo provvedimento”. E il fatto che questa decisione possa essere un apripista per altre strutture sanitarie “è un timore – sottolinea don Arice -. Ma io spero che i medici dicano con coscienza e con autorevolezza la loro opinione, perché sono loro i primi ad esser colpiti (?!) da questa decisione”.
“E’ evidente che abbiamo una legge, che non prevede questo tipo di selezione. Prevede invece la possibilità, qualora una struttura abbia problemi di fabbisogno, per quanto riguarda singoli specifici servizi, di poter chiedere alla Regione di attingere anche in mobilità da altro personale”, sostiene il ministro della Salute Beatrice Lorezin (foto in alto). Lorenzin ha ribadito che l’obiezione di coscienza è rispettata. “Non bisogna esprimere pensieri, ma semplicemente rispettare la legge, in cui l’obiezione di coscienza è rispettata nel nostro Paese. Tra l’altro quando si fanno assunzioni e concorsi non mi risulta che ci siano parametri che vengono richiesti” ha aggiunto il ministro .
Il governatore del Lazio, Zingaretti, replica così: “L’obiezione di coscienza è garantita al 100%: per rispettare l’applicazione è stato promosso un bando per 2 unità di personale su oltre 2.200 operatori del settore, in un servizio strettamente finalizzato a operare richieste di interruzione di gravidanza. Chi legittimamente è obiettore non ha partecipato a questo bando e potrà portare le sue professionalità in altri campi del servizio sanitario e dello stesso Dipartimento della salute della donna e del bambino”.
“Dobbiamo affrontare il grande tema della attuazione vera della 194 nei modi tradizionali anche sperimentando forme molto innovative di tutela di una legge dello Stato che altrimenti verrebbe disattesa – prosegue Zingaretti-. Quindi è una sperimentazione, siamo i primi in Italia e penso che sia necessario garantire alle donne un diritto sancito dalla legge. Il bando per le assunzioni è concluso e tra qualche giorno entreranno in funzione”.
Grazie alla formula sperimentata dalla Regione Lazio chi, assunto con questa modalità, opponesse l’obiezione di coscienza di fronte a un aborto potrebbe rischiare il licenziamento o la mobilità. Proprio perché “abbiamo messo e stiamo mettendo a posto la sanità – ha detto ancora Zingaretti – abbiamo aperto il capitolo degli investimenti sui consultori, una struttura socio-sanitaria che nei tempi del commissariamento era stata marginalizzata, quindi c’è una strategia di investimenti che tra pochi giorni presenteremo, con nuove assunzioni, investimenti per le ristrutturazioni, politiche di prevenzione”.
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