ALLE URNE TRA LE LITI/ Ma che ci avrà da ridere l’inventore del “Cretinellum”?

di ENNIO SIMEONE – Imprimetevi nella mente il volto sorridente di quest’uomo. Per chi non lo avesse riconosciuto ricordiamo che si chiama Ettore Rosato. E’ stato capogruppo del Pd alla Camera ed è l’ideatore, o almeno il primo firmatario (quello, come si dice che…ci ha messo la faccvia), della legge elettorale – detta appunto «Rosatellum» – con la quale andremo a votare il 4 marzo. Una legge che è tanto piaciuta al Pd e al suo segretario Matteo Renzi da averla imposta  alla Camera e al Senato – prendere o lasciare senza possibilità di correzioni – con il ricatto del voto di fiducia al governo, che servilmente il suo capo, Paolo Gentiloni, ha posto per bocca del ministro delle Riforme, il celebre magistrato rosso sbiadito Anna Finocchiaro, e benedetta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale, grato del fatto che la medesima legge vale sia per eleggere i deputati sia per eleggere i senatori (sua somma quanto inutile aspirazione), ha rinunciato a bloccarla e rinviarla al parlamento perché la correggesse.

In realtà il 4 marzo noi non eleggeremo liberamente un bel nulla. Anzi a ciascun elettore, se non ci starà attento, potrà capitare di esser convinto di votare per dei candidati ma finirà per votarne altri. Addirittura di votare per un partito e in realtà votarne un altro. E’ una legge aberrante? Sì, lo è. Peggio del «Porcellum»? Peggio: è un «Cretinellum». E’ una legge inventata per perseguire tre obiettivi del segretario Pd: frenare il successo dei Cinquestelle, poter fare dopo il voto le alleanze che più gli converranno, e scegliere e imporre la elezione dei suoi fedelissimi sia al Senato che alla Camera. Ma in realtà sta lacerando al loro interno tutti i partiti, in primo luogo il suo.

Le cronache di queste ultime ore ne stanno dando una squallida dimostrazione. E forse questo penoso pasticcio allontanerà ancora di più gli elettori  dalle urne.

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