Martedì funerali di Stato a Varese per Giuseppe Zamberletti, il “padre” della Protezione civile

Si svolgeranno martedì a Varese (ore 10.30 presso la Basilica di San Vittore) i funerali di Giuseppe Zamberletti, il padre della Protezione civile spentosi in ospedale all’età di 85 anni.  La camera ardente, allestita nella sala Consiliare di Palazzo Estense a Varese, aperta oggi dalle ore 15 fino alle 19, rimarrà aperta anche domani, lunedì 28 gennaio, dalle ore 9 alle 19.

“La scomparsa di Giuseppe Zamberletti mi addolora profondamente e, in questa ora, desidero esprimere alla sua famiglia il mio sentimento di vicinanza e la partecipazione affettuosa del popolo italiano al cordoglio.

Il tratto cordiale, qualità riconosciuta della personalità di Zamberletti, ha rafforzato la sua capacità di dialogo e la naturale disposizione al servizio delle istituzioni e della comunità”, ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

«Oggi perdiamo uno straordinario conoscitore della fragilità del nostro paese, un uomo che per primo intuì la necessità di distinguere la fase del soccorso in emergenza da quella fondamentale della previsione e della prevenzione dei rischi naturali» – ha detto Angelo Borrelli, che  dirige quella struttura che Zamberletti ebbe il compito di creare dopo il disastroso terremoto del Friuli Venezia Giulia di quarant’anni fa.

Parlamentare della Democrazia Cristiana fin dal 1968, Giuseppe Zamberletti si è sempre occupato di temi riguardanti la sicurezza dei cittadini. Nel 1972 ha ricoperto l’incarico di sottosegretario all’Interno nei governi presieduti da Aldo Moro e da Giulio Andreotti, con la delega per la Pubblica sicurezza, l’antincendio e la protezione civile.

In occasione del terremoto del 1976 in Friuli, Zamberletti fu nominato Commissario Straordinario per assicurare il coordinamento dei soccorsi. Compito che, ancor più duramente, dovette affrontare nel 1980, a seguito del terremoto che devastò l’Irpinia e la Basilicata. L’esperienza maturata lo portò al convincimento che le calamità, sia naturali che legate all’attività dell’uomo, non possono essere fronteggiate soltanto con una attività di mero soccorso, ma debbono essere prevenute e mitigate nei loro effetti mediante l’operatività stabile di una struttura creata ad hoc.

Così nel 1981 verrà incaricato dal presidente della Repubblica, Sandro Pertini, di predisporre, quale alto commissario, gli strumenti organizzativi della nuova Protezione civile, e nel 1982, nominato ministro per il coordinamento della Protezione civile, diventa Capo del Dipartimento appositamente creato. È il giorno  in cui, in Italia, si volta pagina nella gestione delle calamità sul territorio nazionale.

Zamberletti sarà ministro organizzatore e coordinatore del nascente sistema nazionale di protezione civile per il 1982 e poi ancora dal 1984 al 1987 in gran parte sotto la Presidenza di Bettino Craxi. Dopo la fine dell’esperienza ministeriale, Zamberletti non si è più allontanato da quel mondo che lui stesso aveva creato: la passione, l’impegno per la protezione civile non lo faranno mai desistere dall’interessarsi della materia, tanto che nel 2007 viene nominato Presidente della Commissione Grandi rischi, incarico alla cui scadenza proseguirà ancora, nella carica di presidente emerito, che ha mantenuto sino alla fine.

La “felice e lungimirante intuizione dell’on. Zamberletti riguardo all’importanza del ruolo ricoperto dalla scienza nel campo della previsione e prevenzione dei rischi connessi con eventi naturali e antropici, al servizio di una società moderna e consapevole” è stato ricordato da Gabriele Scarascia Mugnozza, presidente della commissione Grandi rischi. Zamberletti, secondo Scarascia Mugnozza, “fu il primo politico a comprendere la necessità di un supporto tecnico-scientifico permanente nei confronti degli organi di governo chiamati ad assumere decisioni assai delicate su tali aspetti di grande impatto sociale ed economico”.

Commenta per primo

Lascia un commento