Questa da Giorgio Gori proprio non me l’aspettavo

di SERGIO SIMEONE* – – “Salvini allontana la Lega dal Nord e davanti al PD c’è l’occasione della vita a farsi rappresentanza della parte più moderna ed europea del Paese. Ci vogliamo provare? Si comincia col mettere il lavoro, la produttività e la crescita in cima alla nostra agenda # comincio dal Nord # . E’ il tweet con cui il sindaco di Bergamo Giorgio Gori fa un appello al PD affinchè non perda l’occasione di sfruttare la perdita di consensi della Lega al Nord.

L’appello di Gori appare per diverse ragioni inquietante. Speriamo che il sindaco chiarisca al più presto il suo pensiero per allontanare le peggiori interpretazioni che di primo acchito si potrebbero dare al suo tweet. A partire dalla fastidiosa impressione che sembra si suggerisca di percorrere la pessima abitudine oggi prevalente di inseguire gli elettori anziché proporre loro un progetto che sia espressione della propria identità politica e culturale.

E’ troppo generico e scontato dire che bisogna partire dal lavoro, dalla produttività e dalla crescita. Chi è che oggi (sia di sinistra, di destra o di centro) non ritiene che questi siano gli obiettivi da perseguire? Ciò che caratterizza la dichiarazione (e la rende davvero indigeribile) è che bisogna partire dal nord perché è la parte più moderna ed europea del Paese. Gori ripropone cioè  il modello vecchio (e rivelatosi fallimentare già prima della pandemia) di una industria del nord agganciata alla locomotiva tedesca, che si arricchisce economicamente e si dota di servizi sociali sempre più moderni, mentre il sud non essendo né moderno né europeo viene lasciato affondare sempre di più nella sua arretratezza. Corollario di questa visione, avendo l’obiettivo di conquistare i voti leghisti, sarà la istituzione dell’autonomia differenziata fortemente voluta da Zaia e Fontana per trattenere risorse nelle regioni del nord con l’obiettivo di  aumentare il divario tra nord e sud  in servizi essenziali come scuola e sanità  e nella dotazione di moderne infrastrutture.

Tutto ciò mentre una parte del PD (Boccia e Provenzano) sta  lavorando per superare il criterio della spesa storica (copyright del leghista Calderoli) nella distribuzione delle risorse tra le regioni, con cui sono stati scippati al sud fior di miliardi e sostituirlo con quello dei livelli minimi di prestazione, previsto da una legge del Parlamento mai attuata. E l’Europa a sua volta sollecita il nostro Paese ad utilizzare il recovery fund anche per superare il divario nord-sud.

Dispiace che a fare questa dichiarazione sia proprio Gori che a novembre del 1980 era a Lioni  da volontario per portare soccorso alle popolazioni irpine colpite dal più disastroso terremoto del secolo scorso dopo quello di Messina e che non può non sapere che i leghisti scatenavano indegne gazzarre in Parlamento ogni volta che i deputati irpini proponevano stanziamenti in bilancio per la ricostruzione.

*Sergio Simeone, docente di Storia e Filosofia, è stato anche segretario del sindacato Scuola della Cgil

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